LOUIS DE WOHL – LA LANCIA DI LONGINO

Categorie Narrativa straniera, Recensioni

La lancia di Longino è, ai miei occhi, la continuazione di un libro splendido letto mesi fa: L’ombra del Padre di Jan Dobraczynski. In entrambi i casi, infatti, il tema chiave è Cristo e la Sua vita terrena, visti dagli occhi di coloro che intorno a Lui hanno vissuto e agito: Giuseppe e Maria nel romanzo dell’autore polacco; il centurione Cassio Longino nell’opera di De Wohl.

Longino è colui che ha trafitto il cuore di Gesù già morto in croce, ma la sua storia parte da lontano: egli è un soldato romano appartenente a un’antica famiglia di onorati ufficiali dell’esercito più potente della storia. Vive nella grande Urbe insieme al padre e sogna una splendida carriera militare, ma un giorno tutto cambia. Il padre resta vittima di un complotto ordito da alcuni nobili romani corrotti e Cassio, per salvarlo dalla galera, si offre come schiavo ad uno di questi nobili cui il padre è debitore di una forte somma. Finisce a combattere nell’arena come gladiatore, ma si riscatta dall’infamia della condizione di schiavo grazie alla sua grandissima abilità con la lancia. Riammesso nell’esercito, viene mandato in Giudea al seguito di Ponzio Pilato che, nel frattempo, ha sposato la giovane donna che Cassio amava prima di cadere in disgrazia: la bellissima Claudia Procula. Perché Cassio, a questo punto, non ama più: si sente e vive come un fantasma, ha un unico scopo: vendicarsi di coloro che hanno rovinato suo padre.

In Giudea, provincia dell’Impero Romano, Cassio entra in contatto con un popolo “strano” che venera un unico Dio: gli Ebrei. Impara a conoscere, senza comprenderle, le loro leggi e usanze grazie al suo comandante e si innamora di nuovo proprio di una giovanissima e bellissima ebrea già sposata: Naomi.

De Wohl è magistrale nel far coincidere l’identità di personaggi di fantasia con quelli più celebri del Vangelo: Naomi è, infatti, la famosa adultera che Gesù salva dalla lapidazione e con questo gesto di misericordia cambia tutta la sua esistenza. Un cambiamento che Cassio non può capire, abituato com’è a bastare a se stesso e convinto di poter bastare da solo alla donna amata. In questo modo la perde (almeno in apparenza) e questo rabbino di Nazareth, colpevole di avergliela portata via con le sue parole affascinanti, comincia a “infilarsi” nella sua vita, a disturbare la sua logica di vendetta, a sconquassare le regole che ha seguito finora.

Arrivano gli ultimi giorni della vita di Cristo e della sua morte in croce, causata dall’invidia e dalla paura dei rappresentanti più importanti della religione ebraica: il Sommo Sacerdote Caifa, gli scribi e i farisei.

Il perno del romanzo è la crocifissione, uno sconvolgimento per chi vi partecipa: il comandante di Cassio, il gruppo di soldati che si occupa dell’esecuzione e alcune donne, tra cui Naomi. Cassio arriva e li prende tutti per matti perchè pensano di aver ucciso un Dio. Lui non ci sta e con la sua lancia trafigge il cuore di Gesù, da cui sgorga sangue e acqua. E’ un attimo: Cassio vede tutto chiaramente, per la prima volta. Vede le braccia aperte del Cristo che ha VOLUTO questa morte decisa dal Padre perchè grazie alle sue ferite gli uomini fossero salvati e vede la pietà negli occhi di Maria, Madre di questo dio in carne e ossa, che guarda Cassio mentre trafigge il figlio, in silenzio, accettando tutto.

Per questo soldato romano è l’inizio di uno stravolgimento, tanto che di quella lancia non riesce più a liberarsi. Da essa passa la sua radicale trasformazione che culmina nel momento della Resurrezione di Gesù, cui Cassio assiste, convinto che il Signore lo avrebbe ucciso per il suo gesto.

Ma così non accade, tuttavia Cassio non può più tornare alla vita di prima: lascia l’esercito e si rifugia nel deserto, “muore” alla vecchia vita per rinascere a una nuova, attraversando tutto il suo dolore e il suo senso di colpa: la lancia è con lui per ricordargli ciò che ha fatto. Ma c’è qualcosa di ancora più straordinario e accade nel profondo del cuore di Cassio: pian piano comincia a sentire Dio che lo cerca “in modo discreto e incomprensibile”: “Stai soffrendo, vero, Cassio Longino? Sono tuo fratello. Anch’io ho sofferto”. Finché cede completamente: “Ti imploro – mi senti? – ti imploro pietà e compassione”.

Nelle ultime pagine la trasformazione del cuore si concretizza in un nuovo agire: trovato da uno dei dodici discepoli, Cassio torna a Gerusalemme con un compito: essere testimone di Cristo finché vive, certo che il Signore lo abbia attratto a sé perchè lo ama.

Il sottotitolo del romanzo La storia straordinaria di un uomo comune mi pare davvero perfetto: Cassio è un soldato come tanti, fedele al suo dovere come molti, di talento come di certo altri soldati, con le stesse ambizioni dei suoi compagni. Ma una cosa lo differenzia da tutti: un imprevisto che gli scombina la vita, un incontro – quello con Cristo – che gliela cambia per sempre. Da allora accade ancora così.

Chiara Soldi

 

Luis De Wohl – LA LANCIA DI LONGINO (BUR Rizzoli, 1957, 468 pagine, traduzione di Elisabetta Ciaccia Zaffaroni)

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