LE NOSTRE ANIME DI NOTTE – KENT HARUF

Categorie Narrativa straniera, Recensioni

Dopo la “Trilogia della pianura”, Kent Haruf ci regala un altro capolavoro con “Le nostre anime di notte”. L’ambientazione è la stessa: la cittadina (immaginaria) di Holt, in Colorado. I personaggi, però, sono diversi: Addie, anziana e vedova, e Louis, anziano e vedovo. La prima fa al secondo una proposta “scandalosa”: “vuoi venire a passare le notti da me?”. Louis accetta. Dormono assieme, chiacchierano, nulla di più. Perché? Da cosa nasce il desiderio di Addie?

Non vuole più essere sola. Ha bisogno di compagnia, di una compagnia vera, in carne ed ossa, ha bisogno di far rifiorire la sua vita, sempre più “povera” tra la polvere e l’immobilità di Holt. Un desiderio, quindi, non erotico o per la semplice mancanza di qualcuno, quasi che Addie volesse trovare un “sostituto” dopo la morte di suo marito: un desiderio che tocca le corde vibranti della nostra umanità, un desiderio di tornare a riempire di senso il passare dei giorni. Louis capisce solo in parte questo desiderio, ma lo asseconda, fa compagnia ad Addie, tra i due nasce un rapporto e una relazione, molto chiacchierata in paese: “due vecchi che si incontrano di notte?”

I figli di entrambi, venuti a sapere della situazione, intervengono e si oppongono, soprattutto il figlio di Addie. I due si trovano quindi a vivere un momento di difficoltà, perché non riescono più a tornare alla solitudine di prima, come se non fosse successo nulla, come se tutte quelle notti non ci fossero state. Nella scrittura piana e diretta di Haruf, ci viene raccontata una storia di amore, di solitudine, di desiderio e di frustrazione: a dimostrazione che la vita “non finisce mai”, che non c’è un momento, un fatto, dal quale e a causa del quale non è poi più possibile essere felici. Una storia, quindi, di speranza – nonostante tutto.

Matteo Colombo

LE NOSTRE ANIME DI NOTTE – KENT HARUF (2017, edizione originale 2015, traduzione italiana di F. Cremonesi, NN editore, 171 pagine) 

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