L’AMICO RITROVATO – FRED UHLMAN

Categorie Narrativa straniera, Young/adult

Tra tutte le pagine che sono state scritte sulla tragedia dell’Olocausto, L‘amico ritrovato mi colpisce per la sua delicatezza, oltre che per la sua brevità.

La storia è semplice e narra di un’amicizia (più precisamente la definirei un’elezione spirituale) tra un ragazzo tedesco ebreo e il rampollo di una nobile e antica casata di Germania. Siamo negli anni dell’ascesa di Hitler, quando lo sterminio ebraico è ancora una cosa velata in lontananza, un vento che pian piano comincia a soffiare.

I due sedicenni si conoscono in un famoso liceo di Stoccarda e, dopo aver vinto un’iniziale riservatezza, diventano tra loro migliori amici. Li unisce l’amore per i grandi della letteratura, per l’antichità greca, per le discussioni filosofiche e teologiche: diventando amici, entrambi escono dalla solitudine fino ad allora sperimentata e che tanto li faceva sentire inadeguati nel mondo dei loro coetanei.

Il nobile Konradin conosce presto la famiglia di Hans, dove si sente subito ben accolto, mentre Hans deve attendere molto prima di poter vedere la camera dell’amico, accorgendosi presto che i suoi genitori non sono mai presenti e notando in una stanza una foto che lo lascia inquieto.

Questa inquietudine cresce poco a poco e si trasforma poi in una certezza scioccante per Hans. È l’inizio della fine (apparente) della loro amicizia: Hans dovrà emigrare per avere salva la vita, Konradin seguirà ciò che inizialmente ritiene sia giusto per la sua Patria.

Come questo amico sia per Hans alla fine “ritrovato” è un passaggio di grandissima originalità, che non si immagina prima e che salva questo rapporto dall’oblio e da possibili rancori, esempio di vera amicizia che regge l’urto del tempo e di un pezzo di storia crudele.
Così delicato da essere perfetto per giovani lettori.

Chiara Soldi

 

 

 

 

 

 

 

 

L’AMICO RITROVATO – Fred Uhlman (Feltrinelli, 1971, pagine 115, traduzione di Mariagiulia Castagnone)

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